Il nostro nuovo blog!
Speriamo che visiterete i blog qui indicati, li apprezziate e diate il vostro proficuo contributo.
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Tu hai l'ultimo modello di cellulare per chiamare le persone che ami... io comunico con qualunque cosa, ad esempio la mela che sto mangiando.
Tu spendi la tua vita a lavorare per guadagnare i soldi che hai... io i soldi li brucio, perché rendono prudenti.
Tu compri l'abbonamento alla palestra per tenerti in forma... io ho un fisico forte e asciutto, plasmato dalla natura.
Hai l'auto per arrivare velocemente... io ho tutto il tempo del mondo.
Ti servono la televisione e il cinema per sognare... io il sogno lo vivo di persona.
Spendi molti soldi per un piccolo tetto sopra la testa... il mio tetto è il cielo ed è gratis.
Concetti semplici, lineari, fuori dalla quotidianità, quella stessa quotidianità che ci reprime come esseri naturali. Ci porta ad amare oggetti inanimati frutto di un'economia che ci vuole schiavi.
E' pazza una persona che dona ventiquattro mila dollari in beneficenza? che si arrabbia nel momento in cui i genitori dichiarano di volergli regalare una macchina nuova, mentre lei ritiene che il rottame su cui va in giro funzioni benissimo? che brucia le ultime banconote avanzate dal viaggio, nel momento in cui raggiunge la meta che si era prefisso? che si butta giù dalle rapide con una canoa, senza mai essersi seduto in una canoa? che parla alla mela che sta mangiando, per complimentarsi con lei di quanto sia buona e naturale?
Chi è il pazzo? una persona che fa gesti folli? oppure una persona i cui gesti non riusciamo ad apprezzare in quanto siamo troppo poco sensibili per comprenderli?
Amore per la natura. Amore puro, infinito. Comprensione che noi siamo parte di essa e il tentativo di amarla in modo assoluto, senza chiederle nulla in cambio. Esserne immersi nella totalità, tanto da diventare natura stessa. E così amare se stessi liberandosi dalla schiavitù, dalle convenzioni tipo: "Ventitré anni? Figliolo, non credi che dovresti farti un'istruzione? trovarti un lavoro, fare qualcosa di questa vita?".
Nascere, essere in ritardo, pianificare la tua vita, morire... che senso hanno queste parole se sei parte integrante della natura che ti circonda?
Tutto questo e molto altro è "Into The Wild"; un film capace di farti perdere la cognizione di tempo e di spazio. Un film che narra la libertà, quella vera, incondizionata. Per tutta la durata della pellicola, sentivo aleggiare nell'aria una frase di Henry David Thoreau che sentii per la prima volta citata ne "L'attimo fuggente":
"Andai nei boschi per vivere con saggezza, vivere con profondità e succhiare tutto il midollo della vita, per sbaragliare tutto ciò che non era vita e non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. "
Molte sono le parti del film che mi piacerebbe riportare qui di seguito, poiché ritengo non esista una scena madre, bensì una lunga serie di scene sorelle. Ne ho scelta una, che parla del mare, non perché la ritenga più importante di altre, ma semplicemente perché è quella che più sento mia:
Dopo aver riflettuto sul fatto che il mio modo di rispondere ai commenti in maniera giocosa e divertente, non viene inteso come tale, ma anzi, viene frainteso non soltanto dalle persone che ho avuto modo di "conoscere" qui, ma anche dalle persone che mi stanno accanto, a cui tengo e che soprattutto stimo, ho deciso di togliere la possibilità di commentare i post.
Non è una censura, ma un modo per non essere preso per quello che non sono. Dialogare in modo goliardico, ironico e vaquo è per me divertimento puro, al quale, se esso viene frainteso, posso rinunciare in qualsiasi momento. E così è stato. Non desidero passare per una persona che sta su splinder per avere nel virtuale ciò che non è in grado di avere nel reale, perché questo è assolutamente falso e privo di fondamento.
Questo blog è nato con il solo scopo di creare un mio spazio dove mettere ciò che adoro e perché no, condividerlo con gli altri. Non c'è nessuna mancanza da colmare, se non il tentativo di esprimere quella che ritengo essere la mia creatività.
Queste sono le ragioni che mi portano a smettere di commentare anche i blog che non siano tra quelli in lista qui sotto, quei blog sui quali scrivo articoli veri e propri e quindi sui quali i commenti saranno certo professionali:
Chiedo scusa a coloro che hanno partecipato attivamente al blog commentando i post, facendomi ridere, facendomi i complimenti e criticandomi, voglio rassicurarli sul fatto che che questa decisione non è dipesa da loro.
Potrete in ogni caso continuare a consigliarmi e criticarmi con messaggi privati oppure alla mail mornfaer@gmail.com. Il materiale che riterrò utile al miglioramento di questo blog verrà pubblicato, in modo tale da renderne partecipi i lettori.
Ringraziandovi tutti, smetto di tediarvi oltremodo e vi saluto calorosamente
McG
La valchiria, al mio fianco, urla e ride di pura gioia sanguinaria nell'ebbrezza del massacro...
E io altrettanto!
Il fuoco pupa... ci consumerà entrambi.
Il nostro non è un fuoco che appartiene a questo mondo!
La mia guerriera, la mia valchiria...
Sarai sempre mia...
sempre...
e mai!
Ho deciso di riproporre l'immagine della sposa. Nell'altra il cavaliere si vedeva poco e la luce non mi entusiasmava granché. Trovo che questa sia venuta meglio, mi sembra più "reale" e i colori li preferisco. Certo ci si può lavorare ancora tanto ma si avvicina molto di più a quello che avevo in mente quando l'ho creata la prima volta. Ovviamente, che sia migliore della prima, è un mio parere, dite pure la vostra, se vi va:
Mah... mi piaceva l'effetto luminoso sulla montagna di ghiaccio, volevo però dare un tocco di mistero... A volte un paio di occhi dal taglio un po' particolare possono con semplicità darci una gran mano. Il fascino dello sguardo è un classico ma non è mai banale:
Il protagonista è appena tornato da un viaggio di lavoro. Tyler Durden: ...beh amico poteva andarti peggio. Una donna poteva tagliarti il pene e buttarlo via da una macchina in corsa. Protagonista: Certo può succedere. Tyler Durden: Cazzo! e ora è tutto sparito. Protagonista: Tutto sparito. Tyler Durden: Sparito... Protagonista: Una trapunta. Tyler Durden: Una coperta... Solo una coperta. Protagonista: Siamo che so...Siamo consumatori?! Tyler Durden: Esatto. Siamo consumatori. Protagonista: L'arredatrice Marta Stewart! Tyler Durden: Fanculo Marta Stewart! Marta sta lucidando le maniglie sul Titanic, va tutto a fondo bello. Protagonista: No no, sono solo oggetti, non è una tragedia. Tyler Durden: Beh ci sono un sacco di soluzioni versatili per il vivere moderno amico. Protagonista: Cazzo hai ragione. Tyler Durden: Le cose che possiedi, alla fine ti possiedono.
Torna a casa e trova "un'eruzione vulcanica di detriti, che una volta erano mobili ed effetti personali, esplosi dalla parete finestra e finita fiammeggiante nella notte"; gli inquirenti pensano che "forse si è spenta la fiamma pilota, facendo uscire un filo di gas. Quel gas si sarebbe sparso nell'appartamento, lentamente, per giorni e giorni. Poi sarebbe scattato il compressore del frigorifero" facendo saltare tutto in aria. Il piano è stato evacuato e sigillato per poter effettuare le indagini.
Non sapendo dove andare telefona a Tyler Durden, un uomo conosciuto sull'aereo durante il viaggio di ritorno.
Si trovano in un bar e parlano dell'accaduto:
Non lo so.
E' che quando compri dei mobili tu dici a te stesso: non avrò mai più bisogno di comprare un divano, qualunque cosa capiti, il problema del divano è risolto. Avevo tutto: avevo un stereo piuttosto decente, un guardaroba che stava cominciando a diventare rispettabilissimo. Mi mancava poco, per essere completo.
Sai cos'è un piumino?
Perché due come te e me sanno cos'è un piumino? E' essenziale alla nostra sopravvivenza, nel senso cacciatore-raccoglitore? No! Allora cosa siamo?
Siamo i sottoprodotti di uno stile di vita che ci ossessiona.
Omicidi, crimini, povertà; queste cose non mi spaventano. Quello che mi spaventa sono le celebrità sulle riviste, la televisione con 500 canali, il nome di un tizio sulle mie mutande, i farmaci per capelli, il viagra...
Perciò vaffanculo tu e il tuo divanetto a strisce verdi Omar Shab della Steam.
Io dico, non essere mai completo. Io dico, smettila di essere perfetto. Io dico dai, evolviamoci, le cose vadano come devono andare.
Per me eh?! Forse potrei sbagliarmi, forse è una terribile tragedia.
Si.
E poi la mia assicurazione coprirà tutto, perciò...
Fa come vuoi bello...
Il tentativo di rappresentare i colori e le immagini che sogno... Non saprei bene cosa sia, ma l'idea di un volto luminoso mi ha molto affascinato...
Questa volta parliamo di una pellicola un po' particolare. La trovammo io e mio fratello quasi per caso, in un supermercato, fra i dvd a poco prezzo. Personalmente non ne avevo mai sentito parlare e l'unica ragione per cui lo prendemmo fu il nome di Johnny Depp e Marlon Brando sulla copertina; "Con due attori così" - ci dicemmo - "sarà difficile acquistare un film che non valga la pena vedere".
Lo vidi la stessa sera, mio fratello era uscito, e ne rimasi rapito, affascinato. Stimavo Johnny per film quali "Edward mani di forbice", "La maledizione della prima luna" dove le parti recitate erano ironiche oppure drammatiche; invece Marlon, beh, nulla da dire, si presenta da sé. Ma questo film ha una marcia in più, una storia romantica, ironica con piccoli e grandi drammi che il giovane de Marco vive. Per tutta la durata dell'opera non sappiamo se il protagonista racconti la propria vita o una storia frutto dell'immaginazione, ma una cosa è certa: la realtà per Don Juan è ben diversa da come appare agli altri. Chi vede il film viene da subito catapultato in un mondo meraviglioso di altri tempi.
Il personaggio enigmatico di Don Juan, ci accompagna con il desiderio che ciò che racconta sia vero, reale, e che da qualche parte esista il mondo che gli ha dato i natali. Esista la possibilità di un amore come quello fra i suoi genitori o lui e la sua amata.
Riportiamo qui sotto una fra le descrizioni più magiche del film; mi auguro vi faccia riflette sull'idea di vederlo.
Un altro film di animazione. Un altro capolavoro. Un altro autore. Questa volta italiano.
Parliamo di Bruno Bozzetto, un disegnatore di cartoon che ha fatto della semplicità delle linee un mezzo per rendere più diretta la comicità. Con questo cartoon, del quale consiglio a tutti la visione, si inizia a ridere dalla sigla e si va vanti per circa due ore dopo averne terminato la visione, soprattutto se lo si guarda insieme agli amici e, dopo la sigla, se ne parla ricordando questa o quella scena.
Lo porto con me sempre ed ho per lui un affetto speciale perché, una volta, quando la televisione non trasmetteva solo reality, fiction o film per la tv, questo cartoon è stato passato più volte su diversi canali e resta, a mio avviso, il simbolo di una televisione intelligente che valeva la pena guardare. In genere era abbastanza frequente vederlo alla vigilia di natale e per me era una ricorrenza nella ricorrenza.
La storia è appassionante, la figura del cane da guardia della protagonista femminile è a dir poco esilarante ed il live motive degli indiani che inseguono la carovana confezionano un piccolo grande capolavoro del cinema di animazione.
La colonna sonora, ovviamente stile western, fa da sfondo ad una storia romantica, avventurosa ed allo stesso tempo sempre ironica e divertente.
Vorrei ringraziare Bozzetto per averci donato questo film, che non ha nulla da invidiare a quelli prodotti dalle grandi case di cartoon.
Ne riportiamo una delle scene madri sperando che la visione vi spinga a vedere tutto il film.
Non possiamo esimerci dal citare un film di animazione del maestro Hayao Miyazaki: una storia romantica, avventurosa e mitologica.
I principali temi rappresentati sono la visione del progresso come involuzione, il dolore come l'inizio della mutazione verso il demoniaco ed il completo disinteresse da parte dell'uomo per tutto ciò che è naturale o divino.
Un aspetto interessante da notare è che nessuno dei personaggi che prende parte alla storia è davvero malvagio, l'avversario lo vede tale, ma le azioni turpi che vengono commesse sono soltanto il frutto da parte dell'essere umano di perseguire esclusivamente i propri interessi e ritenere che solo la propria visione del mondo, sia quella corretta.
Fa da sfondo al film una tanto martellante quando splendida colonna sonora, che riteniamo opportuno riportare qui: